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E' uno strumento musicale a corde di origini antichissime,
tuttora usato in molti paesi europei per l'esecuzione di musiche delle
tradizioni popolari.
In particolare, con la ghironda si accompagnano i balli in occasione
delle feste di paese delle Valli Occitane.

Come
si suona. La ghironda è uno strumento a suono continuo,
ottenuto da corde poste in vibrazione dallo sfregamento del bordo di
una ruota, azionata per mezzo di una manovella. Il bordo della ruota
deve essere cosparso di pece, le corde invece sono fasciate con una
minima quantità di cotone che migliora il suono ed evita allo stesso
tempo di consumare eccessivamente le parti in sfregamento. Esistono
corde ad intonazione fissa (bordoni) ed altre che producono la
melodia attraverso una tastiera esterna che ne regola la tensione. I
tasti, in numero sufficiente a coprire una scala naturale di circa due
ottave, scorrono in un'apposita struttura applicata al piano armonico
e sono disposti su due file con i colori generalmente invertiti rispetto
alla tastiera del pianoforte.
L'aspetto più difficoltoso dello strumento è dato dall'azionamento della
trompette, ovvero di una corda non tastata (di bordone, quindi)
che segna il ritmo melodico con una caratteristica vibrazione, a seconda
del tempo e della velocità del brano eseguito. L'azionamento della trompette
si ottiene agendo sulla stessa manovella che aziona la ruota e costringe
il suonatore a sincronizzare le due mani con movimenti poco naturali
e non riscontrabili nell'uso di nessun altro strumento musicale.
La ghironda si tiene normalmente poggiata sulle gambe del suonatore,
ma si può suonare anche in piedi. Secondo la postura adottata una o
più cinghie fissano lo strumento al corpo.
Un po' di storia. La ghironda è uno strumento
antico, la cui origine è da ricercare in ambito religioso. Nelle abbazie
e nei monasteri accompagnava i canti liturgici. Il portale della chiesa
di Santiago de Compostela (Spagna), datato 1183, comprende una scultura
nella quale lo strumento viene suonato da due Cavalieri dell'Apocalisse.
Il primo riferimento storico è un trattato del X secolo che parla della
ghironda chiamandola organistrum, strumento di grandi dimensioni
suonato da due musicisti: uno azionava la ruota, l’altro otteneva la
melodia sollevando dei tasti. A partire dal XII secolo, la ghironda
si sviluppa con dimensioni più ridotte, più adatte ad un singolo musicista
e si diffonde nei secoli successivi come strumento da strada di trovatori
e cantastorie, mendicanti e ciechi (viola da orbi). Nell'uso
religioso viene sostituita dall'organo nell'uso religioso.
La nobiltà del XVII secolo la riscopre, oscurando la moda di liuti e
chitarre. Vivaldi compone brani per questo strumento, e persino i membri
della famiglia reale di Francia lo suonano. Verso la fine del XVIII
secolo la ghironda ritorna tra le mani di ambulanti e mendicanti. Si
diffonde in ambito occitano a partire dall'Ottocento, come accompagnamento
e sostegno ritmico delle danze popolari.
Altro sulla ghironda. La costruzione della
ghironda è una operazione di elevata complessità che richiede molto
tempo e l'impiego di numerose macchine utensili; difficilmente si impiegano
meno di 100 ore di lavoro a causa delle operazioni di incollaggio, essicazione
e verniciatura comprese. Per questo motivo lo strumento è piuttosto
costoso, la media si aggira sui 3000 euro per un buon esemplare estero.
In Italia sono comunque disponibili ottimi strumenti a costi accessibili.
fonti: http://guide.supereva.com/folklore/interventi/2003/11/144857.shtml
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