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L'IMPORTANZA
DI CHIAMARSI ERNESTO
scheda tecnica

Attuale e trasgressivo, l’autore britannico è realmente atemporale e manifestazione della vacuità dell’uomo e della pochezza delle relazioni sociali. La sua commedia trasuda humor inglese ed è un feroce dipinto di una sciocca borghesia di cui ormai tutti noi facciamo parte. L’essere per apparire, o meglio l’apparire per essere è il simbolo di una società malata in cui i personaggi si muovono come burattini senza spessore e senza memoria. E l’affresco disegnato da Wilde è un qualcosa di mutevole e cangiante, che s’adatta splendidamente ad ogni epoca e mondo – e ancora di più ai giorni nostri.
L’attualità della satira che si legge ne "L’importanza di chiamarsi Ernesto" la rende ancora oggi una commedia godibilmente attuale. Basta farsi cullare dal linguaggio fluido e brillante di Wilde e subito davanti ai nostri occhi si apre un mondo fatto di salotti eleganti, di tartine al cetriolo e di dichiarazioni di matrimonio. Ed ecco che Algernoon si innamora veramente di Cecily, che crede di essersi fidanzata con l’inesistente Ernesto, mentre Gwendoleen aspetta invano la richiesta di matrimonio di Jack e Lady Bracknell conserva l’inopportuno modo di entrare bruscamente nelle stanze e nelle situazioni…


Regia
di Riccardo Scharf.
Durata spettacolo: due atti di 45 minuti l’uno.
Esigenze di scena: nessuna in particolare.
Gli attori
| Ernesto / Jack Worthing | Massimo
Cobelli |
| Gwendoleen Fairfax | Laura
Fasoli |
| Ernesto / Algernoon Moncrieft | Gianni
Sala |
| Lady Bracknell | Erica
Nagel |
| Cecily Cardew | Federica
Corradi |
| Rev. Chasuble | Marcello
Poletti |
| Miss Prism | Renato
Amici |
| Lane / Marriman | Angelo
Luca Uggeri |
I personaggi si muovono come macchiette comiche, senza rendersi conto dell’imminente
sfacelo cui il mondo li destina, versati solo nell’inseguire vacui obbiettivi
e futilità assolute, che loro stessi generano e di cui si nutrono.
D’altronde la Verità non è un valore, la Stabilità
non viene ricercata e tutto è burla ed apparenza. “E’ terribile
per un uomo – conclude Oscar Wilde per bocca del suo protagonista Onesto
Worthing – scoprire tutt’a un tratto che per tutta la vita non
ha detto che la verità”.