<%@LANGUAGE="VBSCRIPT"%> papere e pazienti

PAPERE E PAZIENTI
scheda tecnica

 

Una commedia a metà tra l’umorismo di Woody Allen e la spumeggiante allegria di Neil Simon.

Nel mondo moderno, la fretta e lo stress della vita che viviamo appiattiscono i contorni e la definizione delle cose e persone che ci circondano, sino ad annullarli quasi del tutto. Le nostre vite sfrecciano una di fianco all’altra e spesso si perde la dimensione del contatto col mondo reale. Tutto è assolutamente annullato nello spazio, tutto è uguale a tutto.

Che cosa accade quando le due metà presenti in ciascuno di noi vengono in conflitto? E che cosa succede se il conflitto dell’individuo, invece di essere interno e tenuto sotto controllo dalla psiche sbocca in atteggiamenti contrastanti tra di loro che la persona ha in ogni momento della giornata? Le relazioni tra persone si riducono ad un tran tran…

Per uscire dalla sua relazione omosessuale con Bob e dietro suggerimento della sua analista, Bruce mette un annuncio sul giornale con lo scopo di incontrare una donna. A rispondere all’annuncio sarà Prudence, una giovane donna che non riesce a trovare l’uomo giusto e in rapporti troppo stretti con il suo analista. In seguito al successo dell’incontro tra Prudence e Bruce, si scatenerà una girandola di situazioni esilaranti e di dialoghi paradossali che porterà all’inevitabile lieto fine, qualunque esso sia

.

Regia di Riccardo Scharf.
Durata spettacolo: due atti di 40 minuti l’uno.
Musiche originali: Gianni Sala.
Esigenze di scena: nessuna in particolare.

Gli attori

Bruce Lathrop   Marcello Poletti
Prudence Laura Fasoli  
Stuart Framingham Gianni Sala
Charlotte Wallace      Erica Nagel   
Bob Lanski Massimo Cobelli
Andrew Federico Passi

LA TRAMA

Papere e pazienti è una garbata parodia della psicanalisi in una realtà in cui il suo uso appare largamente inflazionato. Chi infatti ha bisogno di cure? Ma soprattutto chi può curare chi?
Due psicanalisti molto folcloristici nelle loro stramberie (Charlotte e Stuart), hanno come pazienti un bisessuale un po’ rozzo (Bruce) e un’insicura giornalista (Prudence), che si incontrano tramite un annuncio sul giornale. Tra i due sembra nascere qualcosa che è fonte immediata di altra analisi e di sconvolgimenti nella vita di tutti i personaggi. E così Bruce non sa decidersi se continuare a stare con il suo attuale compagno Bob, la cui madre assomiglia a un travestito, o tentare una storia con Prudence, Bob non sa decidersi se usare una pistola vera o una giocattolo, Charlotte non sa decidersi se portare Colonnello o no, Prudence non sa decidersi e basta. A completare il quadro compare un ex paziente di Charlotte (Andrew), fresco di riformatorio, che farà quadrare il cerchio in una happy end raggiunta tra risate e riflessioni, in un turbinio di gag nelle quali tutto è fonte di scherno e la verità – a volte terribilmente semplice – viene detta come battuta. Attraverso schermaglie comiche i personaggi conducono lo spettatore verso il finale che ci vuol dimostrare che ogni scelta è un rischio, ogni rischio è vitale, ogni cambiamento va affrontato con coraggio e incoscienza e che l’istinto, a volte, può vincere la ragione.